Fash Daerger

Gnomo dei Sussurri Ladro devoto a Vecna

Description:
Bio:

Ricordo poco della mia infanzia, forse perché ho voluto rimuovere o forse perché c’era ben poco da ricordare.
Alcuni flash mi riaffiorano alla mente, ricordo i miei genitori ,due onesti lavorati che si sono sempre spezzati la schiena per potermi dare tutto ciò che loro non hanno mai avuto, il mio villaggio, un posto povero triste dove difficilmente si ci poteva divertire.
Ricordo che nonostante tutti gli sforzi avevamo ben poco, una misera casa, un fazzoletto di terra dove mia madre coltivava alcune verdure, che tentava di vendere e quelle che rimanevano erano il nostro pasto.
Ricordo mia madre, sempre china, o a coltivare o a rammendare o a fare le pulizie in qualche casa.
Ricordo mio padre ……… beh in realtà me lo ricordo molto poco, faceva sempre due lavori se non tre per poter portare quattro soldi a casa. Ho un’unica immagine nitida di lui, una uomo piegato dalla vita, completamente ricoperto di terra oppure di fuliggine, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso sul volto.
L’ultima cosa che ricordo di quella vita è stato l’assalto al nostro villaggio da parte di alcuni predoni che hanno distrutto tutto. Ho ancora in mente il terrore negli occhi di mia madre mentre mi nascondeva in una botola nel pavimento per proteggermi, riecheggiano ancora oggi le urla di dolore, il rumore delle cose che si rompevano. Poi ad un tratto il silenzio più nulla un silenzio quasi irreale. Ero completamente terrorizzato dalla paura e non volevo uscire mi sentivo protetto nell’oscurità li dove nessuno poteva vedermi e prendermi.
Aspettai il calar delle tenebre ed uscii per capire cosa fosse successo, si vedeva poco era buio pesto e non vi era neanche la luna a rischiarare il cielo. Dalla tasca estrassi un cerino, lo accesi e la luce flebile illumino la stanza quel tanto che bastò per vedere quell’orrore. I corpi dei miei genitori straziati e martoriati senza vita sul pavimento. Ero talmente sconvolto e terrorizzato dalla scena, che rimasi quasi paralizzato non riuscii a versare neppure una lacrima, appena ripresi il controllo del mio corpo feci l’unica cosa che mi venne in mente scappai.
Corsi per tutta la notte fino al mattino senza una menta, volevo solo andarmene il più lontano da tutto ciò.
Giunsi in un villaggio vicino dove per giorni vissi di elemosina e carità.
Fino a che un giorno incontrai un giovane halfling, una ragazzino particolare si chiamava Alora.
Era più grande di me ……. bhe si fa per dire.
Mi prese sotto la sua ala e mi insegno tutti i trucchi per “racimolare” cibo e soldi senza fare troppa fatica.
Passai gli anni più felici in sua compagnia, ne passammo di tutti colori, come quella volta che rubammo al macellaio Igor 2 kg di salcicce, mamma mia che corse e che paura quando ci lancio la mannaia.
Oppure quando durante le giornate di festa ci infilavamo nella folla e scippavamo i borsellini della gente.
Poi le nostre strade si divisero, non ho mai ben capito perché, lui un giorno arrivo e mi disse che doveva andare ad est insieme ad alcuni amici, gente dall’aria poco raccomandabile.
Fu molto vago non mi spiego molto, mi spiego che quelle persone avevano bisogno delle sue doti per recuperare alcuni oggetti.
Non volevo separarmi da lui, volevo andare con loro ma mi vietò di seguirlo, mi assicurò che sarebbe tornato presto, mi fece un grande sorriso e poi mi diede un abbraccio fortissimo.
In quel momento non capii il motivo del suo gesto.
Per molto tempo riuscimmo a sentirci scrivendoci quando ad un tratto non mi arrivarono più sue notizie.
Passarono mesi prima di ricevere una sua lettera, anche se non avrei mai voluto riceverla.
La lettera diceva che era morto. Il mittente era sconosciuto, la lettera non spiegava ne come ne perché.
Finalmente capii il perche di quel grande sorriso e di quello strano abbraccio.
Nuovamente piombai nella tristezza assoluta, ero nuovamente solo.
Allora decisi di fuggire anche da quel villaggio, dove ogni cosa mi ricordava i bei momenti trascorsi in sua compagnia, e mi diressi verso ovest, pensando che se mi fossi allontanato il più possibile da tutto ciò che me lo ricordava sarei potuto stare meglio.
Dopo molto girovagare e saltare di città in città decisi di fermarmi in posto e mettere radici.
Misi subito a frutto gli insegnamenti di Alora , e più il tempo passava e più diventavo bravo.
Mi unii ad una banda che gestiva qualsiasi tipo di traffico e operava soprattutto nella zona portuale.
Più passava il tempo e pù diventavo abile, e la fiducia che riponevano in me aumentava.
In poco tempo occupai il posto di uomo di fiducia del boss.
Questo mi permise di avere molti privilegi e l’accesso a tutto ciò di cui potevo aver bisogno.
Ma tutto ciò non era abbastanza volevo di più. Dovevo fare qualcosa per distinguermi da quella marmaglia di comuni ladri e assassini, volevo avere di più, non volevo solo più rubare ai ricchi ma volevo farne parte per poterne carpire i segreti e mirare a obbiettivi più alti.
Grazie ad alcuni ganci che avevo riuscii a procurarmi una nuova identità, o meglio un nuovo stato sociale.
Riuscii ad infilarmi nella borghesia e a divenire uno di loro, d’altronde per entrare nelle grazie di quegli snob e noiosi ricchi ci voleva poco, basta dar loro quello che vogliono.
Decisi di calarmi nella parte di un eccentrico borghese venuto da lontano , amante delle feste e delle compagnia, soprattutto se femminile, in cerca di nuove emozioni. In breve tempo divenni uno di loro e per consolidare la mia posizione e la mia storia diedi qualche festa nella mia villa, (ottenuta “legalmente” non è certo colpa mia se i vecchi proprietari hanno deciso di vendermi la casa e poi sparire nel nulla …..volevo dire trasferirsi ad est …) qualche regalino alle belle signore ed aver fatto concludere dei buoni affari a qualche ingenuo signorotto.
In questo modo potevo mantenere una facciata pulita e poter girare in tutta tranquillità per la città a testa alta e avere tutto ciò che volevo senza dover avere paura delle guardie e nell’oscurità concludere i miei loschi affari.
Finalmente avevo tutto ciò che volevo, compagnia, soldi, una posizione sociale e allo stesso tempo potevo dare sfogo alle mie pulsioni di ladro.
Eppure nelle rare serate in cui ero solo un senso di solitudine mi assaliva, mi sentivo come un grande vuoto che non riuscivo a colmare e immancabilmente mi mettevo a ripensare ai miei genitori ed a Alora e l’unico modo per scacciare quei pensieri era di fare una capatina ai bassi fondi, ma oramai neanche quelli riuscivano a darmi una scossa, così decisi che era ora di tornare all’avventura.

Fash Daerger

Flagello MadLefty MadLefty